sabato 17 maggio 2008

Eternit lungo la pista ciclabile del Trasimeno

Due anni fa si alzò un po' di polvere lungo il percorso ciclabile che costeggia il Trasimeno da Castiglione del lago a Torricella. La polemica era centrata sulle condizioni della pista: poco curata e abbandonata a sé stessa. Poi dalla Comunità Montana hanno provveduto a mandare operai a fare manutenzione periodica, così che il tragitto per le due ruote è diventato facilmente fruibile e degno di essere chiamato tale. A batterlo sono soprattutto olandesi e tedeschi: le vecchie glorie del comparto turistico lacustre..

In verità allora qualcuno aveva pensato ad una nuova cartellonistica: "gimkana del Trasimeno", anziché pista ciclabile intorno al lago. Ma tant'è che, a distanza di due anni, la simil redazioneha trovato un'altra chicca lungo il sentiero. E, cosa davvero buffa, il ritrovamento è stato casuale e quasi guidato dall'alto, perchè non saprei proprio come la sere-mobile sia arrivata in quel punto.


Caspita una macchina sulla pista ciclabile? - vi chiederete. Il fine giustifica i mezzi, risponde la simil redazione.

Ebbene, nel tratto Borghetto-Tuoro, ad un chilometro circa da Punta Macerone (Punta Navaccia), sono state depositate alcune lastre di eternit, tutte frantumate e rovinate. E soprattutto in bella vista sotto gli sguardi dei ciclisti che ivi transitano. Le condizioni della pista sono buone: erba tagliata, strada perfettamente percorribile. Poi, al di là del muricciolo in pietra che divide il percorso dalla collina sovrastante battuta dai binari, si scorgono questi manufatti deteriorati. Poco più avanti se ne trovano altri due, tre pezzi, e ancora prima c'è una montagnola di pezzi in gomma piuma, accatastati in un punto ben visibile dalla pista.

A quel punto la simil redazione si è messa a cercare più approfonditamente, attivando quel suo radar-cerca-rifiuti- e discariche, ed ha trovato anche qualche conduttura nascosta nel verde, e altri rifiuti ma poca cosa.

L'Ufficio stampa della Asl2 recentemente ha diffuso un comunicato in cui si invitava a non fare allarmismo sui pezzi di eternit che spuntano come funghi un pò ovunque, dove poco, dove tanto. Sono d'accordo, non sarà altamente nocivo, ma per l'ambiente è comunque veleno, soprattutto se frammentato. Se poi - e questo aspetto è quello che deve far indignare maggiormente - si pensa al lato dell'incivilità e del pressappochismo di tutti (cittadini e istituzioni), allora viene davvero da arricciare il naso.
Lasciare quei pezzi di eternit lungo uno dei percorsi preferiti dai turisti stranieri è come servire a tavola la zuppa di pesce del Trasimeno con un dito dentro.
Poi però, si apparecchia con la tovaglia di fiandra...