martedì 5 febbraio 2008

Un intruso in Trasìmeno Freestyle!

Ma cosa ci fa Laura Chiatti in questo blog? E'scomparsa la rubrica di "C'è Posta per Te a Castiglione del Lago", ed è subentrata la più anonima "Barra Video". La simil redazione di Trasìmeno Freestyle è allibita. "Aridatece" solo il video che avevamo scelto, della scena di sesso di Laura Chiatti e "Rino Gaetano" non ce ne facciamo niente!
La cosa che lascia ancor più basiti è: chi ha fatto tutto questo?
Il Freestyle non si inventa ragazzi!
vedi "Barra Video"
Il mondo delle "tivvù" locali è davvero magico: paese che vai emittente che trovi.

Partiamo da Rai tre. A quanto ho potuto appurare, nel versante sud ovest del Trasimeno il tg regionale della terza rete Rai è un miraggio del tubo catodico. Il segnale arriva, per carità, ma bisogna vedere da dove. A Chiusi (SI) i telespettatori del tgR sanno tutto di cosa accade in Umbria, mentre per la Toscana devono aspettare le tivvù locali, il Tg Idea o il Va di Teletruria, o il Linea Oggi della celeberrima "Tele ceppeto", alias Linea Uno. O ancora la dirompente emittente "Canale 3" di Siena, che ultimamente si è spinta ai confini della Valdichiana Senese armandosi di due cavalli giornalistici (più che altro un asinello e un bue) che battono la zona di Chianciano Terme. Soprattutto Terme, tutto il resto non esiste. Se ci spostiamo in riva al lago di Montepulciano, ma in terra ancora umbra, il tgR parla toscano, e di quello nostrano neanche l'ombra. Nonostante le ripetute lamentele di quel nugolo di abitanti, pare che non ci sia niente da fare che sentire gli affari del Grand Ducato. Qualche chilometro più avanti, appena sotto il centro di Gioiella (seconda curva prima dello stop), il tgR è quello delle Marche. Very global people.

Telemondo. Ikkegliè? La tivvù delle televendite. Si legge nel sito internet dell'emittente che dal 1993 non ha mai avuto una grana con le televendite. Chapeau. Ma oltre a tutti gli arnesi e armenicoli che rifila a ignari acquirenti, cosa trasmette? E soprattutto da dove? La sede è a Pisa. Corbezzoli. Mai sperato di spingermi tanto in là con la mia televisione al plasma da notti insonni. Ieri mi sono anche goduta il carnevale di Pisa con la banda di Viareggio. "Bel mischietto", mi diceva da bambina un signore pazzo di spuma e vino.

Umbria Tv e Teletruria. Sono le uniche, a livello locale, ad avere un posticino sul satellite ma fino ad oggi di Etruria Channel ho visto solo televendite e signorine molto succinte. Chissà, magari un giorno proporrano anche un tg "secsi"(sexy)?

lunedì 4 febbraio 2008

Riflessioni di carnevale

"Fare il giornalista comincia a diventare un mestiere pericoloso:
se non vieni sequestrato, oppure ammazzato,
finisce che muori di fame"


Non ricordo chi l'ha detta ma l'ho rubata subito. E l'ho rivenduta anche ad Andrea Kaemmerle il giorno dopo. Era un'ottima premessa al suo "Balcanikaos". Fa molto chic se detta ad un attore.
Ma cosa avrà di tanto affascinante una professione, quella del giornalista, da far sgomitare la gente, al punto di promettere (fosse solo quello ) le parti che non vedono mai la luce?
Gente che pagherebbe per andare in televisione, che so, a Telemaremma.
Fanatici che pur di vedere la propria firma sul giornale, conferma della propria esistenza al mondo, sono disposti a scrivere in fila quattro bla bla senza alcuna utilità.
Tu chiamali se vuoi ..Giornalisti. Direbbe Battisti oggi.
Giornalisti che devono vedersela sempre con qualcuno per ciò che riportano: col direttore, col caporedattore, con i famosi "titolisti" (la cui presenza in redazione è come quella delle firme redazionali), con chi ha inviato un comunicato, con chi è stato oggetto di comunicato, col vicino di casa che ti ferma per fare commenti su quello che hai scritto, col collega che ha copiato quello che hai scritto, con te stesso per aver scritto. Perchè la libertà di stampa è data prima dalla propria coscienza.
E tutto per uno stipendio che non arriva neanche a quello di un banconista della Coop. Per chi non lo sapesse, questi prende 1200 euro "puliti", tra prosciutto di parma e mortadella, caprino e acciughe. Ammortizzatori sociali compresi.


"..è che mi piace tanto, tanto, tanto, tanto. Tanto tanto tanto tanto tanto.."
Sarà.

nella foto un .. giornalista stanco.

A Tuoro un parco "mix and match"

TUORO - C'è un assunto delle vanity addicted che dice: se vuoi riconoscere una donna con molti soldi devi guardarle l'abbinamento di accessori. Più sono accozzati, più ha soldi. In altre parole lo spirito puro del mix and match. E il risultato è unico irresistibile, gradevole.
La teoria patrimoniale del "mischia e accozza" è di facile spiegazione, perché le donne dal portafoglio normalesi guardano bene dal comprare ciofeche che poi non potranno abbinare col resto del loro guardaroba, anche di bigiotteria o simil - preziosi. E la riprova e chi ancora insiste nell'abbinare la borsa alle scarpe.

In un certo senso si potrebbe dire lo stesso di Tuoro e del suo salotto buono, piazza del Rondò. Chi arriva nel centro storico, alla fine, può gustarsi questa terrazza sul lago e basta. Il resto è piuttosto trasandato, i negozi sono timide vetrine che ancora non hanno fatto il salto globale, e tutto è molto familiare, forse troppo per attirare i visitatori del lungo lago. Ossia, di cose da vedere ce ne sarebbero, ma non sono valorizzate come dovrebbero. A scatenare le ire - già calde - dei commercianti è stata l'installazione di pannelli in legno, con tanto di tettoia, nella piazzetta del Rondò. Bacheche impiegate generalmente per parchi, in tutto simili a quelle della pista ciclabile.
Il problema è la scelta estetica. Ma non era meglio utilizzare una struttura in ferro battuto che fa pendant con le panchine e la ringhiera, e richiama il modello impiegato per il parco del Sodo? Va bene la continuità con il format dei percorsi annibalici, ma il Cartaginese ha soggiogato i romani in campagna e non in pieno centro!

Abbinare la borsa alle scarpe è un pò demodè, ma in questo caso di match c 'è solo quello, solito tra le critiche di operatori e residenti e le intenzioni dell'amministrazione..

Troppa cacca in questo blog?

Lo sapevate che nella fase anale il maggior piacere del bambino è nel defecare, e che il bambino vede le feci come un regalo ai genitori? Non è fanta-scienza ma il Freud pensiero, e se lo dice lui c'è da fidarsi. Aveva un pò il chiodo fisso degli impulsi sessuali, ma non si può negare che abbia colto in pieno le tendenze del novecento e del nuovo millennio.

Ultimamente l'occhio bionico di Trasìmeno Freestyle si è ammalato del morbo di Chron. Avete presente quella rara e ancora poco conosciuta patologia cronica che colpisce l'apparato digerente e che si manifesta come infiammazione in varie parti - dalla bocca all'ano- ? Beh, generalmente si associa a disturbi eterogenei (ancora non troppo bene noti) che alterano le funzioni dell'apparato.

Gli ultimi studi (ammerecani) hanno evidenziato che insorge soprattutto in adulti che, oltre ad esserne soggetti per ereditarietà, siano caratterizzati da scarsa capacità di incazzatura. Insomma, quelli del "mi tengo tutto dentro". Ultimamente anche Trasìmeno Freestyle si è tenuto in bocca molte parole, le ha pesate, ha sorriso anche quando stava per scappare qualche vaffa.
E ora si ritrova con un'incontinenza fecale degna di approfondimento. Per questo, cari internauti, sarà una settimana veramente pesante.

E ci scapperà qualche post fuori luogo, forse. Basta solo un pò di carta igienica..

domenica 3 febbraio 2008

..al buon QQ i crotonesi glielo avevano detto..

..ma lui non lo aveva capito..
CROTONE - Se pur in ritardo, devo dirlo. La redazione di Trasìmeno Freestyle si scusa per l'assenza di questi giorni ma era in piena crisi mistico- giornalistica. Sta preparando qualcosa per voi che potrete vedere, mi auguro con tutto il "quore" anche sulle reti locali e sul canale 943 di Sky.
Come dire, è un chicco di cacca che si trasformerà in una perla di saggezza. Ma ancora la strada da fare è lunga. E aspra.

Ma veniamo al QQ, il buon Cuccureddu che ha dovuto lasciare il Perugia perché il matrimonio, alla fine, si è rivelato privo d'amor e complicità. La tomba della squadra? Forse, chi lo sa.
Nei minuti del pre partita a Crotone, però, è successa una cosa davvero singolare. Che la streghetta di questa redazione non poteva non cogliere.
Per allietare i tifosi in attesa del match, è partita una canzone:..udite, udite, dei Back Street Boys! Una scelta davvero singolare, visto il target musicale che ascolta il gruppo dei giovanottoni americani e quello che solitamente va allo stadio.

Cosa c'azzecca? La canzone in questione è l'unica dei BSB in italiano, "Non puoi lasciarmi così" e stranamente parla di "giocare", sulla falsa interpretazione del "play" anglosassone che ha molteplici sfumature di senso.
Quella contro il Crotone era una partita importante per il QQ, perché era già nell'aria la sua possibile "defenestrazione", dopo gli esiti di fine anno. E a Crotone Cuccureddu ha lasciato un ricordo inossidabile, visto che ha portato la squadra alle stelle. Ergo, i suoi ex gli hanno voluto mettere la pulce nell'orecchio. "Quelli là non ti meritano", viene da pensare in bocca loro. Ecco perché il brano dei Back street appare quanto mai malizioso. E dal retrogusto profetico, alla luce degli accadimenti della scorsa settimana.
A voi le considerazioni su quanto vi ho suggerito: ecco il testo:
(sulla scena il QQ e l'AC Perugia)
"Guardo dentro me e so gia, cosa restera di noi/ Quello che vorrei, sei tu /Ma niente ti riporta qui / Che cosa non farei, per te / Ma il tempo gioca contro me / Quanto ti vorrei, non sai /Oh no …/ Non puoi lasciarmi cosi (non mi lasciare mai) /Lo sai (non mi lasciare mai) Oh no (non mi lasciare mai) / Non puoi giocare cosi (non puoi giocare mai) / Con me (non mi lasciare mai)/ Non farlo mai (non mi lasciare mai) Ritornerai, lo so /Mi vedo gia vicino a te /Dammi un segno che, tu ci sei / Io voglio immaginarti qui / Che cosa non farei, per te / Ma il tempo gioca contro me /Quanto ti vorrei, non lo sai / Baby, lo sai/ Se ci credi, c’e ancora un domani per noi Possiamo ancora stare insieme /Se ci tieni, staro qui con te / Sarai qui con me /Se ce …yeah yeah Ritornerai! Nah nah nah … /Che cosa non farei, per te / Ma il tempo gioca contro me /Quanto ti vorrei, non sai Oh no …

LA SERIE B DELL'AREZZO VALE UN BAGNO

un inaspettato bisogno di serie B
AREZZO - D'accordo che per andare a vedere una partita allo stadio non è conveniente mettere stiletto e mini, ma il decoro è un'altra cosa. D'accordo anche che per essere sportivi doc ci si deve preparare a tutto e certe finezze si lasciano lontano dagli spalti, ma la discrezione non è mai troppa per il gentil sesso. Se mai vi capiterà di andare a vedere una partita di C1 allo stadio comunale di Arezzo, non portatevi acqua, né mangiate cibi salati, insomma lasciate ogni speranza voi fanciulle che avete bisogno d'andare in bagno.
Tralasciamo la cronistoria dello stadio comunale, per chi fosse interessato rimando alla pagina di wikipedia http://www.wikipedia.org/wiki/Stadio_CittÃ.
La cosa most interesting è che la struttura è stata rinfrescata con una botta di trucco in occasione la visita di Papa Woytila nella diocesi di Cortona Arezzo. Tanto che tuttoggi, appena si arriva nell'atrio tra le due sale stampa, si ha una piacevole sensazione di accoglienza. Poi ci si guarda intorno, si comincia a salire sugli spalti, si arriva in tribuna stampa e lentamente si scoprono piccoli dettagli sullo stato della struttura. Pozzanghere d'acqua dappertutto e, ancor peggio, nello stesso atrio, tra le foto dell'Arezzo e il tappeto rosso umidiccio, l'inferriata bianca mostra rivoli di ruggine un pò dovunque.
E poi ti scappa la pipì e capisci che c'è qualcosa che non va.
Ti metti in fila davanti al bagno più vicino. Pieno di uomini. Davanti c'è solo una signora imbarazzata con una bimba che aspettano. Si, aspettano l'inizio del secondo tempo perché la toilette si liberi dalle presenze maschili. Altrimenti quando la bimba si troverà ad uscire dal bagno vedrà "tutto" nel "mentre".
A quel punto viene voglia di cercare un altro bagno, ma ovunque sono tutti.. per uomini! Solo per uomini. E non c'è neppure una misera chance per una donna, perché anche la toilette propriamente detta - separata e lontana da sguardi -, è un bagno alla turca. Il che vuol dire sporcarsi nella maniera più indecente per una fanciulla, anche la più sportiva.

A quanto pare i bagni solo per uomini sono il minimo, perché se ad avere un'urgenza fosse un disabile, la missione sarebbe proprio impossible. Quanto a barriere archiettoniche, la struttura non è nemmeno classificabile. Non esiste una rampa di accesso per disabili.

Insomma, quello che sono riuscita a sapere è che la questione di un possibile adeguamento - rifacimento rimbalza da anni di poltrona in poltrona, senza distinzioni politiche, e che tutto è da rimandarsi - eventualmente - all'indomani della promozione in serie B dell'Arezzo. Insomma, a quando la squadra si sarà "stabilizzata". Intanto, se vi scappa pipì, tenetevela.