giovedì 22 maggio 2008

VERINI, CAMPI E IL GIORNALISMO EMBEDDED

Sono settimane che la simil redazione mastica una frase letta in un'intervista a Double Valter Verini, dicesi la spalla destra del Double Veltroni e tifernate doc. Un vanto per l'Umbria rosso-verde del Ps e in fondo anche per chi nel Pd non crede più di tanto. O ancora, per chi (come Trasìmeno Freestyle) si sente nel grande limbo politico del "gruppo misto". Un pò di qua, o di là, alla fine da nessuna parte.

Ebbene, due settimane fa Verini è stato intervistato da Claudio Sampaolo sulle pagine del Giornale. E in una delle battute finali sulla carriera giornalistica che ha preceduto l'ascesa nelle sfere politiche, Verini dichiara che l'esperienza di giornalista "è funzionale alla militanza politica". Una risposta che lascia spazio a qualche misunderstanding. Ecco l'esempio di Verini:
Il deputato umbro del Pd e consigliere di Veltroni, un giorno aveva fatto una sorta di "scoop" per "Paese Sera", testata per cui lavorarva insieme al bell'uomo Sposini e Alvaro Fiorucci, tanto per citare. Aveva intervistato il capogruppo regionale della Dc a Palazzo Cesaroni, il quale tirava fuori qualche scheletro politico dall'armadio della presidenza del consiglio, allora in mano al Pci. (Ora è in mano al Pci..) Prima di pubblicare il pezzo, però, prima di sottoporlo all'occhio del suo direttore, Verini salì le scale della sede del partito per avere certezza che le dichiarazioni dell'esponente Dc non ledessero il suo partito, il Pci. Insomma, a leggere quelle parole sale un pò di delusione.
Viene in mente la campagna elettorale del Pd, la frase di Mignini sulla candidatura (bulgara?) di Rutelli dopo tanto dire sul rinnovamento della classe dirigente. Viene in mente il solito, vecchio e caro giornalista embedded.

Viene in mente un tuo conoscente, buon amministratore e giovane promessa della politica, che ti dice "dovresti fare una scelta, fare il salto di qualità perché secondo me hai le carte in regola. Altrimenti, come me, tra qualche anno rischi di essere la giovane promessa che ha deluso perché ci si aspettava grandi cose e si è fermato". Detto da un politico, un discorso del genere mi è suonato male. "Arruolati" mi sembra di aver letto tra le virgole.

Tornando al caso Verini, il double risponde sempre sulle pagine del Giornale con le sue buone ragioni, dicendo all'"ottimo Campi" che la sua militanza si esprimeva nel giornalismo come la scelta di un ventenne ad una causa, a dei valori e a ideali che aveva sposato con convinzione. per dettagli: http://www.crumbria.it/rassegna/rassegna.asp?tiporassegna=1&idrassegna=2160

Poi permettete un altro passo. Domenica i giornalisti umbri, professionisti e pubblicisti, sono chiamati alle urne. In un accorato invito a votare lanciato dall'Ordine, il presidente Dante Ciliani sottolinea alcuni passaggi proprio sul ruolo - oggi - dell'Ordine. In un punto dice, con una punta di ironico compiacimento, che " le sanzioni dell'Ordine a volta hanno aperto le porte all'esperienza politica". Sfumature a parte, è un gran bel mestiere. E' una selva.. dantesca, con le sue fiere ammiccanti, che ti fanno l'occhiolino suadenti vestite in giacca e cravatta e seguite da segretari e portaborse. Naturalmente embedded.

sabato 17 maggio 2008

l'(in)editoriale - quello che non si può pubblicare

da oggi Trasìmeno Freestyle inaugura una nuova etichetta: (in)editoriale, ossia tutto quello che non si può pubblicare. Per mille motivi che il fatto spiega da solo.

Ecco il caso della settimana: Sesso usa e getta.
Due giorni un dipendente delle Ferrovie si trova da solo al lavoro, il collega non si è presentato. E il treno chi lo guida? Scattano le ricerche.
Si scoprirà nel giro di poche ore che l'uomo è stato ritrovato morto, la mattina stessa, in una zona vicino via Settevalli, a Perugia. Il suo corpo era disteso malamente su un campo. Dal referto del medico legale risulta che la causa della morte è un infarto.
L'uomo era solito frequentare prostitute, e da una prima ricostruzione dell'accaduto sembra che sia deceduto durante un rapporto sessuale. La cosa triste è che qualcuno, dopo il malore fatale, ha pensato di liberarsi del corpo in un posto qualsiasi, come se fossero resti di un pic nic consumato in fretta.

Fashioniste..fate la "caritas"..

.. ma non al cassonetto..

CASTIGLIONE DEL LAGO - Qualche settimana fa accanto ad un cassonetto dell'immondizia nei pressi di Gioiella, ho notato un sacco panciuto molto curioso. Quando mi sono avvicinata, ho notato che al suo interno c'erano indumenti di ogn tipo, dalle gonne ai pantaloni, maglieria e camicette. Le stoffe erano di qualità, forse avranno avuto qualche buchetto?

Per qualsiasi motivo si trovassero lì, credo che non sia da considerarsi il posto giusto.

Ve lo dice una che ha due armadi straripanti solo per il vestiario di uso corrente, il resto è stipato in scatole, soffitte, sgabuzzini e ogni angolo che sia "guardarobabile". Poi quando non si resiste più, si decide di abbandonare al suo destino la maglietta, il pantalone, la gonna che ti ha seguito in mille avventure, o ricordo di qualche cosa. Se proprio è inutilizzabile, finisce per raccogliere lane. Se invece è ancora mettibile, ma sfugge di qualche taglia, allora ci sono quei contenitori grandi e bianchi, situati nei pressi di centri commerciali e isole ecologiche, che raccolgono abiti usati da donare a chi ne ha bisogno.
Forse questa è una morale un pò spicciola, però buttare via nel cassonetto dell'indifferenziato vestiti dai tessuti nuovi e di qualità non è proprio.. eco-chic. Mai sentito parlare di vintage?

Signore, fatevi riconoscere ogni tanto.

Eternit lungo la pista ciclabile del Trasimeno

Due anni fa si alzò un po' di polvere lungo il percorso ciclabile che costeggia il Trasimeno da Castiglione del lago a Torricella. La polemica era centrata sulle condizioni della pista: poco curata e abbandonata a sé stessa. Poi dalla Comunità Montana hanno provveduto a mandare operai a fare manutenzione periodica, così che il tragitto per le due ruote è diventato facilmente fruibile e degno di essere chiamato tale. A batterlo sono soprattutto olandesi e tedeschi: le vecchie glorie del comparto turistico lacustre..

In verità allora qualcuno aveva pensato ad una nuova cartellonistica: "gimkana del Trasimeno", anziché pista ciclabile intorno al lago. Ma tant'è che, a distanza di due anni, la simil redazioneha trovato un'altra chicca lungo il sentiero. E, cosa davvero buffa, il ritrovamento è stato casuale e quasi guidato dall'alto, perchè non saprei proprio come la sere-mobile sia arrivata in quel punto.


Caspita una macchina sulla pista ciclabile? - vi chiederete. Il fine giustifica i mezzi, risponde la simil redazione.

Ebbene, nel tratto Borghetto-Tuoro, ad un chilometro circa da Punta Macerone (Punta Navaccia), sono state depositate alcune lastre di eternit, tutte frantumate e rovinate. E soprattutto in bella vista sotto gli sguardi dei ciclisti che ivi transitano. Le condizioni della pista sono buone: erba tagliata, strada perfettamente percorribile. Poi, al di là del muricciolo in pietra che divide il percorso dalla collina sovrastante battuta dai binari, si scorgono questi manufatti deteriorati. Poco più avanti se ne trovano altri due, tre pezzi, e ancora prima c'è una montagnola di pezzi in gomma piuma, accatastati in un punto ben visibile dalla pista.

A quel punto la simil redazione si è messa a cercare più approfonditamente, attivando quel suo radar-cerca-rifiuti- e discariche, ed ha trovato anche qualche conduttura nascosta nel verde, e altri rifiuti ma poca cosa.

L'Ufficio stampa della Asl2 recentemente ha diffuso un comunicato in cui si invitava a non fare allarmismo sui pezzi di eternit che spuntano come funghi un pò ovunque, dove poco, dove tanto. Sono d'accordo, non sarà altamente nocivo, ma per l'ambiente è comunque veleno, soprattutto se frammentato. Se poi - e questo aspetto è quello che deve far indignare maggiormente - si pensa al lato dell'incivilità e del pressappochismo di tutti (cittadini e istituzioni), allora viene davvero da arricciare il naso.
Lasciare quei pezzi di eternit lungo uno dei percorsi preferiti dai turisti stranieri è come servire a tavola la zuppa di pesce del Trasimeno con un dito dentro.
Poi però, si apparecchia con la tovaglia di fiandra...

martedì 13 maggio 2008

NO PAPA, NO PARTY

Pensavo fosse un Festival, invece era un calesse.

CASTIGLIONE DEL LAGO - Caro buon vecchio "Matteo", tante volte la simil- redazione si è nascosta dietro la sua penna per paura di vedersi recapitare un pacco bomba a casa, inviato da qualche sindaco incazz't. Vallo a trovare chi non esiste (anche se la sottoscritta in passato ha sostenuto addirittura di aver parlato al telefono con questa firma di redazione). Eppure stavolta la simil redazione ha paura davvero, di aver sollevato un pò troppo il coperchio che copre il "tanfo".
I prossimi 31 maggio e 1 giugno ci sarà un Festival di musica dance all'aeroporto Eleuteri. Come hanno fatto Veltroni e Berlusconi reciprocamente, cercherò di non nominare mai l'oggetto della mia discussione. Mi limiterò a chiamarlo "Festival".
Quando alla simil- redazione era arrivata la voce di un rave abusivo, le antennine della sottoscritta si sono alzate alla massima potenza: una settimana in giro per il web, nei meandri dei goa trance, dei flyers, di modi di dire per darsi appuntamento in mezzo ad un campo e ballare come ossessi fino all'alba(magari, come zombie, forse). Niente. Nessun party rave all'Eleuteri. Poi, la scoperta: è un Festival di musica dance! E il Comune acconsente, sornione. Se poi vai a nominare gli ospiti presenti a qualche amico dj, gli si spalanca la bocca e non ci crede. E' come se Stefano Dolce o Domenico Gabbana venissero alla Festa del Pesce a Porto. Mirabile Dictu.

E allora, via, si spara la notizia prima di tutti gli altri, prima ancora che i manifesti vengano affissi ovunque.
Casualmente mi trovavo da queste ..party.. Lunedi scorso la simil redazione si trovava a Passignano per un incontro sui parchi, o meglio un gemellaggio scolastico tra il Parco del TRasimeno e il Parco del Ticino. Dopo aver confabulato con il presidente del Parco, e avergli spiegato cosa è il Festival innominato- perché non ne sapeva niente all'infuori dei manifesti -, arriva Paolo Papa, responsabile regionale dei Parchi umbri. Quelli istituiti come aree protette dalla legge regionale 9/2005, recependo la direttiva Europea sui siti di interesse comunitario. L'aeroporto Eleuteri è l'unica grande area terrestre del Parco del Trasimeno.
Sapete cosa mi dice, stizzito, Papa? "In Regione non è arrivata ancora nessuna richiesta di autorizzazione della manifestazione e non credo che con la valutazione di incidenza ambientale la rilasceremo (l'autorizzazione, ndr)".
Caspita. Allora il biglietto non me lo compro.. Ricapitoliamo: non è un rave abusivo perché il Comune ha dato l'ok, ma non è nemmeno autorizzata, poiché la Regione lo considera non conforme al diktat comunitario. Caspiterina. La simil redazione è stata consigliata di lasciare stare per non sollevare un casino. Va bene il pezzone (dicesi marchetta) che hai fatto per incuriosire la gente, ma su una cosa del genere bisogna far finta di niente.
E come? A casa mia per fare i lavori devo fare la denucia di inizio attività e se non la faccio mi vengono i vigili ad alzare il ditino, e una manifestazione del genere si organizza senza autorizzazione? E poi, chi li mette i tappi alle orecchie ai quei poveri pennuti nelle aree del Progetto Life Natura, che si sentiranno 24 ore di bussi? Dopo le incursioni degli "aeroplanini" del Meeting, ci mancava Tod Terry e Jay Haze.
La simil redazione ha deciso di appendere le scarpette da ballo al chiodo. Al Festival andrà ma con il morale sotto i piedi. (E la telecamera nella mano!)










domenica 11 maggio 2008

Per l'Udc "M'illumino di meno" dopo le elezioni

MAGIONE - Prima le luci, poi il buio. Storia di un locale in viale Marchesi che voleva farsi notare e invece ora dovrà accontentarsi di pagare le bollette.
Partiamo dal 16 febbraio. In questa data si festeggia la Giornata Internazionale del Risparmio Energetico: alle 18 in punto luci spente per abbassare i consumi. Poi, fino alle porte di maggio i riscaldamenti centralizzati di municipi e sedi istituzionali vanno a go go, e certi rubinetti dei bagni pubblici o privati rimangono aperti senza troppe cure.
Il 14 aprile scorso è stata l'ultima giornata utile per dare il proprio voto, "utile" o no, ad uno dei partiti in lizza. Per farsi notare meglio, la sezione locale dell'Udc apre una postazione nel centro storico di Magione. Prende un locale e in un tripudio di luci e scudi bianchi si fa spazio tra le attività discrete lungo il corso. La sede del partito di Casini si vede da metri di distanza, folgorante, grintosa, vuole lanciare un messaggio forte agli elettori. Soprattutto ai dirimpettai del Pdl. E lo fa con un buon carico di luci.
Finite le consultazioni elettorali, e appurato che "nun ce sta niente affà", la sede dell'Udc è tornata nel buio più triste e desolato, oscurata dal bagliore della vicina profumeria che s'è rifatta il look e dalla gioielleria Capolsini che brilla più mai. Cornuti e mazziati, e con le bollette della luce da pagare.

"Mi dimetto perché devo partire per una missione umanitaria"

Arrivano le star della tv locale.
La simil redazione si meraviglia fortemente (come soleva dire un very tuscan prof di latino) per un episodio di dimissioni. Perché se è vero che in amor tutto è lecito, anche nel business non si scherza con le scuse esilaranti. E come sempre, vada come vada, sono quelle accompagnate dalla ricetta medica.
Ci sono alcune varianti del tipo: "faccio tardi perché mi si è rotto il differenziatore autobloccante". Avete presente quel nome che compariva in due quiz su tre alle lezioni di scuola guida? Tanto il tuo capo non saprà mai cosa è un differenziatore, e visto che non lo sai neppure tu, tanto vale buttarla là così, senza troppe spiegazioni. Ma per la svogliatezza primaverile l'enciclopedia medica fornisce molti spunti su cui impressionarsi a tal punto da credere veramente di stare male.

Le pagine più esilaranti spettano alle scuse delle dimissioni. Intanto per "dimissioni" intendiamo la domanda che un dipendente, o collaboratore, presenta al suo superiore per abbandonare il lavoro; domanda in genere motivata ed accettata. E suppone anche delle ragioni valide in logica. Altro capitolo sono i colpi di testa e di cuore, ma non in questo caso non ci interessa.


Succede che una giovane aspirante giornalista - talmente aspirante da dimenticare che la prima regola del giornalismo è l'attendibilità delle fonti - fa presente al suo capo che non può più prestare attività giornalistica presso l'emittente perché la madre sta molto male e quindi lei ha bisogno di un contratto più remunerativo. "Ho avuto contatti con un giornale di Arezzo, farò quello". Sai che dolore specchiarsi solo in una firma anonima, scialba, da meditazioni kantiane. Nella redazione cala un velo di preoccupazione. I disagi familiari, specialmente di salute, toccano sempre il cuore, figuriamoci se ci va di mezzo mammà. La giovane aspirante è arruolata tra le file della tv dallo scorso inverno e ha già avuto molte occasioni di dimostrare una sua curiosa.. affezione per il tubo catodico e quella particolare sindrome compulsiva da "compaio in tv quindi esisto".

Strano a dirsi, qualche giorno dopo questo outing sul grave stato di salute della mamma, l'aspirante giornalista si trova ad andare in giro con un operatore di riprese di un'altra emittente della provincia, pimpante e allegra come non mai. E all'insaputa dei suoi ex colleghi di lavoro.

Non c'è che dire.. la tv fa miracoli. Anche per la salute della gente: cura il disagio mentale e aiuta a ritrovare il giusto equilibrio di flora batterica nella propria integrità intellettuale.
L'importante è metterci la faccia, anche se ci volano sopra le mosche.