martedì 8 gennaio 2008

Quando la cronaca nera diventa verde (di vergogna)

simil cronaca di un servizio quasi perfetto.

CASTIGLIONE DEL LAGO - Continuano le indagini sulle cause della morte del 59enne di Macchie, Nicola Tedino, il cui cadavere è stato trovato carbonizzato nella porcilaia di una cascina tra Panicale e Castiglione del Lago. Niente sparo di arma da fuoco, confermata la presenza del fucile, e all'ipotesi dell'omicidio si fa sempre più spazio quella del suicidio- malore. I punti oscuri ancora sono diversi, ma domani l'esame autoptico svelerà qualche arcano e depennerà dal blocco degli inquirenti qualche traccia, privilegiando invece le più accreditate di queste ore. E ora viene il lato oscuro del giornalismo. Del mio giornalismo, pardon.
Un servizio raccapricciante e una figura di merda. Sono lontani i tempi de "l'operazione Palliotto", primo servizio di cronaca fatto nel 2005 a Cortona. Nel frattempo ho comprato due telecamere, di cui la più piccola morta, ho fuso il pc fisso e lavoro con due pc portatili per montare i servizi in uno, trasferirli su l'altro con dvd -rw ed infine trasferirli nella rete della tv. Non chiedetemi perché, ho speso 99 euro per un cavo che non fa. Con il 2008 spero di sistemare definitivamente la mia vita tecnologica. Mi manca una parabola in testa e sono a posto.
Il servizio su Tedinno mi era piaciuto: scritto in dieci minuti, letto quasi in una botta, grazie all'intelligente idea di non scriverlo a mano (calligrafia sumera). Eccetto uno sbaglio su una preposizione che non c'era e che io ho messo perché tutto era andato troppo liscio. Ormai mi conosco.
Monto il servizio a razzo, il computer è solidale e invia il tutto celermente e zac, arriva il tg.

Prima immagine, e commenti di un ospite nei corridoi della tv "ma che sono i resti del cadavere?"
Oddio, forse ho esagerato con le riprese nella porcilaia, magari qualcuno a casa avrà pure rigettato la cena?! Ma come si fa a pensare che siano i resti di una persona carbonizzata? Non si vede che è fuoco?

Poi, a distanza di una manciata di secondi, sento il conduttore del tg che chiama in regia "ma che è ? Blocca, blocca?" Io zompetto dalla sedia allarmata e vedo la conduttrice del programma precedente che mi guarda stupita in segno di domanda. Nella fase di montaggio da flash gordon avevo lasciato un "ah, ecco", alla fine di una frase.
Il servizio è andato avanti ugualmente, per fortuna senza altri esilaranti colpi di scena, Anzi di bocca, pardon. E ringrazio Moriano che ha modificato il pezzo per la replica.
Ma che vergogna. La cronaca nera non fa per me. Dismessa la faccetta triste che mi procura, divento Marylin Manson. (nella foto la porcilaia dove è stato trovato il corpo e dove mi è presa un pò di paura per aver sentito dei passi)

IL MITO DELLA BOCCA CHIUSA

CASTIGLIONE DEL LAGO - Poi si arrabbiano con i giornalisti perché scrivono minchiate. Alla fine sono solo uno specchio della società, della cultura della "gente", quell'agglomerato di individui massificato e indistinto che racchiude uno stile di vita spesso tendente all'omologazione. La "doxa", come la chiamavano in Grecia qualche secoluccio fa. La verità di secondo livello, quella che non è comprovata, l'opinione che non ha validità universale. La chiacchiera da bar.
Ieri pomeriggio, mentre stavo chiedendo ad una barista di paese (le conosco bene fidatevi) se conosceva l'uomo trovato carbonizzato in una cascina vicino Macchie, mi sono sentita dire che certe cose, allora, non doveva dirmele perché poi chissà quello che avremmo scritto. Cara signora, le opinioni sono volubili e mobili, peggio ancora se delle donne, parafrasando una vecchia aria. L'insieme delle opinioni non fa mai la verità, se non in una forma gestaltica. (uau) E'una massa informe di credenze, di pensieri di parole, che dovrebbe restituire, in teoria, una data realtà di fatti, di cose, di persone che interagiscono tra di loro.
Così, quando viene fuori che gli abitanti di un certo paese di Città dell Pieve (omissis) sono omertosi, scatta la lamentela. Ma il fatto nudo e crudo è che quando la giornalista è andata a chiedere un'informazione nessuno ha parlato e se avessero avuto il coraggio le avrebbero detto di non scocciare. Ma in fondo, cara signora barista, io conosco la vita di paese, conosco il suo lavoro e quelle dinamiche che fanno scattare l'omertà, che ti portano ad evitare la scocciatura. Anche io ho imparato a rispondere "Non lo so". E' una forma di potere verso il prossimo. Fargli pesare che, nel proprio piccolo, siamo in possesso di una verità che non gli daremo mai. Una, però.

ma le piante sono killer?

Il lettore di un quotidiano nazionale evidenzia una piccola ma simpatica stramberia giornalistica. Che sicuramente farà piacere a quanti - politicanti o simil, lettori critici e non - contestano il linguaggio gridato dei titoli. "Giovani muoiono stroncati da una dose di droga tagliata male e si legge "eroina killer" - dice il lettore -. Giovani, con tasso alcolemico alle stelle, si schiantano contro alcuni alberi e si legge "piante killer": impostazione terminologica del tutto scorretta", conclude infine.
In effetti qualcosina di strano c'è. Quei poveri giovani non ci sono più, ma se l'eroina in genere si va a cercare, nell'albero ci si imbatte. Lui sta lì, nasce cresce e conclude il suo ciclo vitale nel medesimo posto, e quello che accade intorno si svolge in funzione della sua presenza. Una strada s'incurva, una macchina sterza, un passante lo schiva per proseguire il suo cammino.
Piante killer? Va bene che lo spazio nei titoli è sempre ristretto, ma si fa presto a prendersela con chi.. non ha terminazioni nervose.

domenica 6 gennaio 2008

COME FARE UNA LISTA DI BUONI PROPOSITI (da non rispettare)

Lo ammetto, ho resistito a lungo, per più di una settimana, dal fare una listuccia di cose da fare, rifare o cominciare a fare nel nuovo anno. Il 2008. C'ero quasi riuscita. Poi ho letto che la giornalista americana Sasha Cagen, peraltro veterana nel popolo dei bloggers, ha pubblicato un libro rivelazione. "To do list". Semplicemente: fare una lista. Forse è il solito americano di turno che arriva a svelarci una verità nascosta e illuminante (questa volta è addirittura una donna internauta), ma secondo la Cagen la redazione di una lista di buoni propositi offre un quadro di sé stessi ben più esauriente di un racconto. Una sorta di "auto rivelazione", anzi, voglio azzardare e dire una vera e propria "Guernica" di noi stessi.
Altra pennellata convinvente la dà la direttrice di MarieClaire Italia, che propone di stilare una bella lista di come vorremmo il nostro principe azzurro. Aspettare per credere.. funziona! (Poi però dovete essere sicure di voler sopportare anche tutti i difetti che non avete scritto del principe!)
E allora, ecco la mia lista personale per il 2008. Flaccida e urticante come una medusa, avvolgente come il miele di castagno sul pecorino stagionato, decisa come un chiodo conficcato nel legno. Spontanea come un sorriso davanti ad un paio di belle scarpe di vernice rossa.
Vorrei..

  1. riuscire a truccarmi con calma il sabato sera senza doverlo fare tra le curve di Gioiella
  2. avere un maledetto giorno di riposo, per dormire e vivere come dicono le Sacre Scritture
  3. poter dire una volta tanto ad una convinta giornalista quello che penso di lei ( e delle sue alzate di gonna al direttore!), e che sembra tanto la parodia della parodia della Marchesini
  4. poter dire a chi le dà lavoro quello che penso di lui e di quello che pensava di me
  5. mandarli a cagare definitivamente tutti e due per il resto dei miei giorni
  6. ... "burn the carpet"
  7. diventare merda - repellente in certi ambienti saturi di composti organici nauseanti
  8. dire meno parolacce
  9. andare a confessarmi dal nuovo ( e giovane) sacerdote della Parrocchia
  10. rifarmi il seno e poi sgonfiarmelo, per poter dire che ho deciso di farmelo ridurre
  11. essere contenta della mia biodegrabilità mangereccia
  12. convivere con la prima ruga dopo che arriverà la seconda
  13. non arrabbiarmi quando mi dicono che sono dimagrita
  14. convincermi seriamente di essere animalista ed ecologista praticante (vendere il pellicciotto vero e andare in crociera con quello finto)
  15. finire un libro o arrivare a pagina dieci prima di riconsegnarlo in Biblioteca
  16. arrivare prima di quello che si aspetta chi ti sta aspettando
  17. rispolverare l'inglese e il francese e cambiare patria senza dire niente a nessuno
  18. prendere il treno per Monaco delle 7,32
  19. chiudere i conti con chi non te li fa tornare
  20. fare una rivoluzione nella mia vita (e capire quanto ha rivoluzionato la mia vita)
  21. partecipare ad un gay pride
  22. rispettare i miei buoni propositi

venerdì 4 gennaio 2008

A MARSCIANO FACCIAMOCI DEL MALE

Lo sapevate che oggi è il Tafazzi day?
MARSCIANO - Non ci si può fare del male il 4 gennaio. Eppure, un pò di sano masochismo tafazziano non fa mai male e chissà che non porti fortuna per i prossimi dodici mesi. Personalmente oggi mi sono fatta un pochino di male pure io. Ho speso 70 euro in cure di bellezza e aggiustamenti vari che m'hanno rimesso in vita. Pronta per correre tutto il resto del giorno come non facevo da tempo. Cosa c'entra col Tafazzi day? Beh le mie finanze non sono auree (soprattutto dopo Natale e pellicciotti vari), ma nel pieno spirito di questo personaggio ho voluto prendermi a bottigliate nei genitali pure io. Con un certo stile però, suvvia.
E voi cosa farete in questa giornata dedicata al "facciamoci del male?"
Un'idea per festeggiare la giornata ve lo dò in - quasi - anteprima. Questa sera al Palapippi di Marsciano c'è una serata carina e spigliata organizzata dagli amanti del volley umbro. Presentatevi vestiti in modo easy, cool se volete. Insomma, mettetevi addosso qualcosa di decente, che non sia appariscente e precipitatevi a festeggiare il Tafazzi day in modo decisamente sportivo. Musica, buona tavola e una carica di energia per prendersi a randellate "lì" in compagnia. Ma ricordate che il divertimento tafazziano è assolutamente pulito, e soprattutto è simbolo di una mens sana che veste di piacevole masochismo il volersi bene. Farsi male è un lusso oggi, perché si può scegliere tra tante possibilità, ma non sono così piacevoli come il darsi le bottigliate con energia.
"Provare per credere" recitava il famoso spot dell'Emmelunga negli anni '80.
Ore 20 Palapippi armati di bottiglia in pet e sorriso.

giovedì 3 gennaio 2008

AI POLIZIANI LA "BENEMERITA" FA UN BAFFO.

MONTEPULCIANO- Voci di gossip post capodanno sostengono che Fidia Film, casa di produzione della fiction Carabinieri, rimpianga Città della Pieve, e il clima affabile in cui avvenivano i ciak. Affabile è un eufemismo signorile al modo dei poliziani, ovvero degli abitanti di Montepulciano. Perché da quando la troupe televisiva ha portato armi e bagagli in quel della Fortezza di Montepulciano, continuano a mancare comparse, i residenti si sono lamentati (molto più dei pievesi nella prima serie) per i disagi arrecati alla viabilità, perlatro già compromessa per la realizzazione dell'ascensore, ed infine di tutti questi attorucoli non è che se ne facciano un granché. Vuoi mettere l'interpretazione Simon del Grande Fratello col Bruscello? E'un pò come bere un bicchiere di vino della Lidl con il pregiatissimo Nobile. Insomma, voci di corridoio, e che corridoio (..), sostengono che la Fidia Film e il regista Raffaele Mertes siano tornati a fare gli occhi dolci alla città del Perugino.
Vabeh, forse è solo la vecchia tecnica che si usa col moroso svogliato e distratto.
"Se non mi degni di uno sguardo.. me ne vado!".

mercoledì 2 gennaio 2008

ALLA FACCIA DEL BUON 2008. (per certe cattive abitudini ci vuole l'apocalisse fiscale?)

CASTIGLIONE DEL LAGO - Della serie: "quando un buon auspicio è già una pessima prospettiva". Il 2007 ci ha salutato con tutto il suo bagaglio di alti e bassi, novità e polemiche. E come non ricordare, tra i tanti polveroni, quello sui rifiuti e la raccolta indifferenziata? Nel comprensorio lacustre solo l'area del Magionese si è salvata dalla pioggia di parole e lamentele sulla nuova modalità di raccolta rifiuti "porta a porta" . I punti più caldi sono stati Pozzuolo e Petrignano nel comune castiglionese, e Vernazzano per quello torreggiano.
Per rispolverare la memoria: nel nuovo modulo spariscono i cassonetti, e la spazzatura, appositamente divisa per tipologia di scarto, si raccoglie due volte alla settimana (il lunedi e il venerdi) nei luoghi stabiliti dall'amministrazione comunale di concerto con il gestore Tsa.
E da allora si sono verificati disagi, equivoci e resistenze della cittadinanza. Con il bel risultato di vedere cumuli di buste e sacchetti dall'olezzo nauseante ammassati lungo le principali strade di transito, e sotto il bel sole estivo. Vi consiglio di fare un giro su un post vecchio "E per fortuna arrivò il carabiniere nudo" (luglio). Emblematico.
Ed eccoci alle ultime battute del 2007. Buttar via gli oggetti vecchi alla fine di un anno, per aprire le porte a quello nuovo con l'auspicio di migliori prospettive di vita. Qualcuno deve aver preso il detto popolare in parola. Nell'isola ecologica di via Piana, domenica mattina campeggiavano già alcuni scatoloni, teli di plastica (orrore!!!), e qualche oggetto buttato a terra perché nel cassonetto dei rifiuti non entrava.In verità è una situazione non nuova in via Piana, come in altri siti di raccolta rifiuti del territorio castiglionese. Ma non in queste proporzioni.
Martedi 1 gennaio il popolo dei "buoni auspici per il 2008" era aumentato con mobili da cucina, e altre masserizie non ben identificate. Ma tutte naturalmente targate 2007.
Alla faccia dei buoni propositi, certa gente non cambia mai abitudini. (nella foto a lato lo scatto di domenica 30 dicembre)