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venerdì 16 novembre 2007

FINI E MELONI "CARAMELLE POLITICHE" A PASSIGNANO

(le foto sono state volutamente collocate a destra)
PASSIGNANO - Della serie "mutevole è il senso politico delle cose". Facciamo un passo indietro nel tempo, al 26 settembre scorso. Arriva in piazza Garibaldi (pensa te) nel centro di Passignano il presidente di An Gianfranco Fini, accompagnato dai massimi vertici regionali e locali del partito. Sotto il palco un corteo di circa 700 anime dal cuore tricolore. Quasi due mesi dopo, il 16 novembre, nel lungo lago approda la giovane e grintosa Giorgia Meloni, vice presidente della Camera, asso nella manica di An. In mezzo a queste due date e quale cornice politica il rapporto tra Forza Italia e Alleanza Nazionale in seno alla giunta e al consiglio comunale. Direi un microcosmo politico di quello che succede nel più ampio quadro nazionale.
Lunedi 12 novembre: si riunisce l'assemblea cittadina e fa scalpore l'uscita dall'aula di due assessori di Alleanza perché non condividono l'approvazione di un punto all'ordine del giorno, riguardante una variante al Prg.
Caso politico. Sollevato, naturalmente dalla capogruppo dell'opposizione, la diessina e aspirante sindaco Alba Cavicchi, e dalla spalla destra Nadia Pasquali, militante in Rifondazione Comunista (o forse Comunisti Italiani?).
Sicuramente dal punto si vista dell'assetto politico il gesto ha un significato lampante, quanto sulla gravità arrivare a dire che la maggioranza è in crisi ce n'è. Certe poltrone, si sa, hanno un magico potere collante al deretano di chi vi siede.
E' infatti risaputo che all'interno della Cdl Forza Italia si è imposta con maggiore incisività - un pò per il suo specifico corredo politico - e alla fine le redini del carro risultano in mano ad alcuni elementi, che di fatto hanno giocato le loro carte egregiamente. I forzisti si spicco non si dimenticano però dei crediti politici acquisiti alle amministrative del 2003. E così, ogni qualvolta sia necessario, menzionano nelle iniziative e nelle determinazioni dell'amministrazione i fedeli compagni di viaggio, "per non ricevere lamentele". La prossima tornata elettorale sarà a primavera 2008, ora si inizia a giocare sul serio.
Alla luce di tutto questo risulta particolarmente curioso il collegamento tra le piccole scaramucce di partito all'interno dell'unica giunta di centrodestra del Trasimeno e la presenza di certi personaggi importanti a Passignano. Fini e la Meloni, appunto, Entrambi di Alleanza Nazionale. "Caramelle politiche" prodotte a Roma nella pregiata confetteria "An", con effetto lenitivo, emolliente e soprattutto calmante per lo spirito e il bruciore di stomaco.

mercoledì 26 settembre 2007

DA GIANFRANCO FINI IN NERO COOP.

Quando il trasformismo giornalistico paga.
PASSIGNANO - Per intervistare Piero Fassino alla Festa dell'Unità ho preferito una camicetta ampia sulle spalle e di seta rosa di Fornarina, con disegni orientali da Geisha e pantaloni bianco alla Dc. Per chiedere a Rosy Bindi come sarebbe stato un piddì al femminile ero in blu navy (forzatamente perché colta alla sprovvista durante un barboso consiglio comunale) ma per l'appuntamento della sera avevo pensato di aggiungere una giacchetta a quadri marrone, striminzita, sgualcita e volutamente sbiadita di Compagnia Italiana. Sarebbe stato un pò il mio ideale di famiglia italiana.
Gianfranco Fini non se l'è lasciato mettere il microfono sotto il bavero dalla sottoscritta, ma per l'impresa mi ero premunita. Giacca nera di Armani, taglio minimalista e un pò maschile, come l'homo tricolore, maglia a strisce "vedo bianco o vedo nero", mutanda forzista cioé azzurra e borsa craxiana della linea povera di "Coccinelle". Cosa c'entra Bettino Craxi? Il ristorante dove Fini ha incontrato i giornalisti (quelli bravi e veri s'intende), il "Quattro camini", è a due passi da piazzetta "Bettino Craxi", l'unica finora al Trasimeno e in tutta l'Umbria.

La penna, però l'ammetto era della Coop.
Una penna rossa e argento, dalla forma tonda e dalla punta morbida. Perché essere obiettivi, in fondo, non è difficile. E' una questione di colore e non di fede.